Nasce il Florence Swing Camp.
Poi arrivano i festival. E per noi il festival non è mai stato semplicemente un grande evento.
Prima che Tuballoswing diventasse quello che è oggi, ci sono stati due progetti che hanno segnato profondamente la nostra storia: l'Elba Swing Festival e il Florence Swing Camp.
Due festival diversi per luogo, dimensione e identità, ma nati dalla stessa convinzione: che lo swing non fosse soltanto una danza da imparare, ma una cultura da vivere insieme.
Quando Tuballoswing nasce a Firenze nel 2010, l'obiettivo è diffondere le danze, la musica e la cultura swing e, soprattutto, quello spirito sociale che rende questa comunità così particolare. Negli anni arrivano i corsi, gli eventi, i workshop e le prime occasioni di incontro sempre più grandi.
Portare il mondo dello swing a Firenze
Se l'Elba era nata per portare la nostra comunità in vacanza, qualche anno dopo nasce un progetto speculare: portare il mondo dello swing dentro Firenze. Nel 2017 nasce il Florence Swing Camp.
L'idea prende forma proprio dall'esperienza vissuta nei grandi festival europei: volevamo che anche la nostra comunità potesse vivere quella stessa energia senza dover necessariamente viaggiare.
Firenze aveva tutto quello che cercavamo: storia, bellezza, cultura, luoghi straordinari e una comunità swing in forte crescita.
Il Florence Swing Camp voleva quindi essere molto più di un workshop. Voleva trasformare, per alcuni giorni, Firenze in una città dello swing.
Il festival cresce
La seconda edizione, nel gennaio 2018, dura cinque giorni e riunisce insegnanti internazionali, musicisti, ballerini provenienti da diversi Paesi, lezioni di Lindy Hop, Boogie Woogie, Solo Jazz e Blues, competizioni, vintage market, musica dal vivo e serate di social dance.
Nasce anche una delle esperienze che più ci rappresentava: lo Swinging Dance Puzzle Show, una performance costruita durante il festival insieme agli insegnanti e agli studenti.
Era un modo per superare la distinzione tra «chi insegna» e «chi partecipa».
Il pubblico non veniva soltanto a guardare.
Diventava parte dello spettacolo.
Nasce il Renny
Quello stesso anno Tuballoswing raggiunge circa 600 iscritti e diventa necessario trovare una nuova casa per una comunità ormai troppo grande per gli spazi precedenti.
A settembre nasce il Renny Renaissance: una nuova sede della scuola, ma anche un teatro, una sala concerti e un nuovo punto di ritrovo per la comunità.
È un passaggio importante anche nella storia del Florence Swing Camp. La crescita della scuola aveva reso possibile il festival. Il festival aveva contribuito a far crescere la comunità. E quella comunità aveva finalmente una casa.
Firenze diventa una città dello swing
La terza edizione porta avanti questa idea con ancora più forza. Il Comune di Firenze presenta il Florence Swing Camp come un appuntamento capace di trasformare il capoluogo toscano, per un fine settimana, in una vera capitale internazionale dello swing.
Lezioni, esibizioni, show, musica dal vivo, social dance, insegnanti internazionali, special guest e band europee si intrecciano con la città.
Il nostro sogno non era semplicemente organizzare un camp. Era far incontrare Firenze e il mondo dello swing.
L'ultima edizione
Dal 23 al 26 gennaio 2020 va in scena la quarta edizione. È probabilmente la forma più completa che il Florence Swing Camp abbia mai raggiunto: quattro giorni di lezioni, insegnanti internazionali, Lindy Hop, Charleston, Solo Jazz, Balboa e Shag, quattro serate con show, musica dal vivo e special guest. Il Renny diventa il cuore del progetto.
C'erano anche attività collaterali: iniziative per bambini, Tip Tap, Burlesque, visite e momenti dedicati alla scoperta della città.
Il festival stava diventando sempre più ciò che avevamo immaginato: non soltanto un evento di danza, ma un'esperienza culturale intorno alla musica e alla città.
Pochi mesi dopo, il mondo degli eventi e della danza si sarebbe fermato. Quella sarebbe stata l'ultima edizione del Florence Swing Camp.
Perché abbiamo smesso
Non abbiamo smesso di credere nei festival.
Non abbiamo smesso di credere nei festival. Abbiamo smesso di credere nella necessità di farne uno semplicemente perché era arrivato il momento di farne un altro.
Quando abbiamo iniziato, in Italia i festival swing erano pochi. E proprio per questo avevano un significato speciale.
C'erano alcune date che tutta la comunità conosceva. Ci si spostava da una città all'altra, si incontravano ballerini provenienti da scuole diverse, insegnanti, musicisti e organizzatori. Si ritrovavano persone che durante l'anno vivevano in città diverse. Si costruivano amicizie. Nascevano collaborazioni. Si scambiavano idee. Si conoscevano persone che, altrimenti, forse non avremmo mai incontrato.
Il festival era un punto di ritrovo della comunità.
Negli anni il panorama è cambiato. I festival e gli eventi si sono moltiplicati e questa crescita ha portato moltissime nuove possibilità: più occasioni per ballare, più insegnanti, più musica, più luoghi in cui incontrarsi.
Ma ha anche cambiato la funzione del festival. Le occasioni si sono distribuite lungo tutto l'anno e spesso anche nello stesso periodo e nelle stesse città. Quello che un tempo era un appuntamento raro, capace di riunire una comunità nazionale, è diventato progressivamente una delle tante possibilità presenti nel calendario.
E noi abbiamo sentito che qualcosa che per noi era fondamentale si stava perdendo: il senso di comunità, di scambio e di appartenenza che aveva dato origine ai festival.
Non ci interessava diventare semplicemente un altro appuntamento. Ci interessava capire se avremmo potuto creare qualcosa che avesse ancora un significato speciale.
Anche le condizioni che avevano permesso al festival di esistere erano cambiate. Il Florence Swing Camp nasceva con un sogno enorme: far esplodere lo swing in una delle città più belle del mondo. Per riuscirci servivano investimenti importanti, una grande macchina organizzativa e una forte collaborazione con la città.
Nel frattempo il calendario dello swing si è arricchito e Firenze, come il resto d'Italia, ha visto nascere molte nuove occasioni. Abbiamo scelto di non entrare nella logica della sovrapposizione. Non perché non crediamo nella crescita della scena. Al contrario. Perché crediamo che la crescita abbia valore quando ogni realtà riesce a portare qualcosa di diverso.
Ricominciare dalle persone
La pandemia ha rappresentato uno spartiacque. Gli anni di stop hanno interrotto relazioni, abitudini, percorsi di studio e occasioni di incontro.
Quando gli eventi sono tornati possibili, ci siamo trovati davanti a una scelta. Potevamo ricominciare subito a costruire un grande festival. Oppure potevamo fermarci e ricostruire prima ciò che per noi veniva prima del festival: la comunità.
Abbiamo scelto la seconda strada.
Per noi invitare un grande nome internazionale non significa semplicemente inserirlo in una locandina. Significa creare una comunità pronta ad ascoltarlo, a studiare con lui, a confrontarsi e a dare valore a ciò che porta.
Per questo abbiamo deciso di investire prima sulle persone. Sulla scuola. Sulla didattica. Sul Renny. Sulle occasioni quotidiane di incontro. Sulla costruzione di una comunità forte, curiosa e desiderosa di crescere.
Prima le fondamenta,
poi il festival.
Cosa ci ha lasciato
Il Florence Swing Camp oggi non esiste più nella sua forma originaria. Ma sarebbe sbagliato considerarlo semplicemente un progetto concluso. È una parte fondamentale di ciò che Tuballoswing è diventata.
Firenze ci ha insegnato che una città può diventare una casa per una scena internazionale.
E insieme all'Elba Swing Festival ci ha insegnato a lavorare con artisti internazionali, musicisti, territori, istituzioni e comunità. Ci ha insegnato a costruire esperienze.
E soprattutto ci ha insegnato una cosa che ancora oggi guida il nostro modo di fare: un evento non vale per quante persone riesce a portare. Vale per quello che riesce a creare. Per gli incontri che lascia. Per le relazioni che continua. Per le persone che tornano a casa con qualcosa in più. Per la comunità che rimane quando la musica finisce.
Le edizioni
Cinque giorni. Lindy Hop, Boogie Woogie, Solo Jazz e Blues, competizioni, vintage market, musica dal vivo e il primo Swinging Dance Puzzle Show.
Lezioni al Max Ballet e al Renny, feste al Renny, show finale «A Century of Dance».
Lindy Hop Michaela Delmonte, Mélanie Ohl, Hugo Marty, Benjamin Cook, Martynas Stonys, Elze Visnevskyte
Authentic Jazz Elin Rhodiner, Jessica Soetterman, Hanna e Mattias Lundmark, Anders Sihlberg, Markus Rosendal
Musica Ale G, Madrid Hot Jazz Band con Alessandro Muner, Mr Rhythm
Insegnanti Mona Reithmeier, Rasmus Holmqvist, Roser Ros, Leonardo Ost, Jakob Bergelin, Anna Forss, Maya Hellsten, Sandra Klack, Mattias Lundmark, Markus Rosendal, Valentina Gettatelli, Danilo e Valentina, Annapaola Ortu, Emanuele Margiotta, Sara Vianello, Francesca De Vita, Eva Agostinelli, Fabio e Laura, Diana e Roberto, Monika Grabowska, Karen Fantasia, William e Alice
Musica Mauro L. Porro & His Swing Thing con Veronica Sbergia, The Gentleman Thief, Red Moon, Lara Luppi, DJ Swingphony
E oggi?
Oggi non sentiamo il bisogno di organizzare un festival per dimostrare che Tuballoswing è ancora qui. Preferiamo costruire, giorno dopo giorno, le condizioni perché un grande evento possa avere nuovamente un significato.
Creare una casa. Far crescere una scuola. Invitare artisti. Studiare. Ballare. Organizzare serate. Creare occasioni di incontro. Conoscere nuove persone e ritrovare quelle che fanno parte della nostra storia. E, soprattutto, continuare a costruire una comunità.
Perché forse è proprio questo il senso più autentico che abbiamo sempre cercato nei festival. Non organizzare un appuntamento. Creare un luogo in cui le persone abbiano voglia di ritrovarsi.
Per questo non diciamo che abbiamo smesso di credere nei festival. Diciamo che abbiamo scelto di aspettare il momento in cui la parola festival tornerà ad avere, per noi, il significato che aveva all'inizio.
Un appuntamento raro. Un punto di incontro. Un'esperienza condivisa. Un luogo in cui una comunità possa riconoscersi.
E, forse, un giorno, ritrovarsi ancora tutta insieme.